WWF OASI

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gennaio: 2019
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PER IL WWF: RACCONTO PER LE OASI WWF di Elisabetta Dami

IL SOGNO DEL VENTO

Soffia soffiaa soffiaaa! Soffiaaaaaaa! Sof sof sof… soffff… Sof soff soffiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Era la sera di Natale.

E anche il vento, che di solito soffiava rabbioso, quella sera girava qua e là in cerca di un posto speciale, dove il suo cuore trovasse pace.

Per un po’ scorrazzò nel cielo, divertendosi a spingere qua e là le nubi, facendole rotolare come tanti fiocchi spumosi nelle Quattro Direzioni del Mondo.

Sotto di lui, la Terra era una grossa palla, tonda e colorata come un giocattolo.

Poi, annoiato, smise di giocare con le nuvole e decise di scendere più in basso, sorvolando i continenti, per controllare come andassero le cose laggiù.

Ecco l’Australia, con i suoi roventi deserti dove saltellavano i canguri: oh, ecco i loro cuccioli, che affacciavano i musetti curiosi dal marsupio! Ed ecco le barriere coralline, dalle alte onde coronate di spuma, dove pinneggiavano silenziosi i grandi squali bianchi…

Il vento soffiò qua e là, riallineando qualche banco di nuvole che era andato fuori posto (gli piaceva fare le cose per bene!).

Poi proseguì verso l’America, e si divertì a sorvolare le ampie praterie dove galoppavano i bisonti dalle corna appuntite e dalla pelliccia bruna e folta, i deserti dove ululavano in coro i lupi e le coste dove nuotavano le balene. Per un attimo ascoltò il loro canto armonioso, soave come una melodia, e la sua bocca d’aria, larga e tonda come l’orizzonte, si tese in un sorriso…

Poi il vento fece dietro-front, e si diresse verso l’Asia, dove scese in picchiata verso uno dei suoi posti preferiti: le montagne dove vivevano le tigri. Loro erano abilissime a mimetizzarsi nel sottobosco delle foreste tropicali…

Ma niente poteva sfuggirgli: lui le vide, e dall’alto fece ciao ciao con una mano di vento, stendendola fin sopra le cime delle piante, che ondeggiarono sotto il suo tocco gentile, stormendo con un fruscio armonioso.

Poi, di colpo, decise di planare sull’Africa: e si divertì a vorticare sopra una savana, dove correvano libere le gazzelle, gli ippopotami facevano il bagno nei fiumi fangosi, e le giraffe dai lunghissimi colli brucavano appetitosi germogli dai rami spinosi delle acacie.

Poi il vento fece una tripla capriola e si diresse in velocità verso l’Europa, puntando verso uno dei suoi posti preferiti…

Uhm, dov’era quel paese a forma di stivale?

Se ricordava bene, si trovava proprio lì, affacciato sul Mediterraneo, immerso da nord a sud nelle sue acque azzurre…

Il vento tirò un sospiro di sollievo.

Ecco, era arrivato, ora l’Italia era proprio sotto di lui.

E come sempre, lui cercò qualcosa che era molto caro al suo cuore.

Sì, ricordava bene, c’erano ancora, ed erano bellissime…

Luoghi di pace per umani, animali e piante, dove nessuna creatura vivente era minacciata, e tutti vivevano in armonia.

Piccoli paradisi dove non esisteva l’inquinamento, le acque erano limpide, l’aria era tersa e la natura protetta.

Il vento sorrise, soddisfatto.

C’erano ancora, e a quanto pareva ci sarebbero sempre state…

Erano preziose come gioielli, e rendevano l’Italia ancora più bella.

Le contò: una, due, tre… erano cento, una diversa dall’altra, perciò ancora più preziose, perché ciascuna era unica… cento, e continuavano ad aumentare.

Il vento scese ancora un po’, e questa volta non per controllare che tutto fosse a posto, ma giusto perché gli faceva piacere sentirsi parte di quell’armonia, di quella bellezza, di quella pace.

Poi fece una tripla giravolta, e soffiò nel cielo tutta la sua gioia: sof soff sofff, soffffffffffffffff!

Le foglie stormirono sui rami degli alberi, gli animali levarono lo sguardo, come per salutarlo, e le acque degli stagni, dei laghi, dei mari si incresparono in altissime onde, come dita che salutassero, dicendo: ciao ciao, amico vento!

Era ormai sera, e non una sera come tutte le altre, ma la vigilia di Natale… e lui sognò di passare quel momento speciale in un posto speciale, con amici speciali.

Proprio lì.

E mentre si abbassava, ripeté il nome di quei luoghi del cuore, dove ogni elemento naturale trovava una pura, semplice, preziosa felicità… un nome che era una promessa di speranza: ‘oasi’.

Il vento soffiò proprio quel nome, ‘oasi’, che era magico come l’incantesimo di una fata, prima piano, poi sempre più forte, affinché riecheggiasse fino alle Quattro Direzioni del Mondo.

E tutti lo udirono: ‘oasi’!

Era un nome di sogno, perché parlava di rispetto per la natura dichiarato, di ambiente naturale salvato, di equilibrio ecologico ritrovato.

 Le Oasi del WWF ITALIA.

 Un sogno che tante donne e tanti uomini, uniti come una grande famiglia, insieme avevano portato nella realtà.

Per cambiare il mondo: insieme… perché insieme, tutto è possibile.

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WWF. Make a change… together possible.

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Dedicato alle Oasi WWF con amore da Elisabetta Dami, scrittrice di libri per ragazzi e autrice di Geronimo Stilton.